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FONDO PENSIONE PER I DIRIGENTI E I QUADRI SUPERIORI DELLA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA
Iscrizione Albo Fondi Pensione n. 1270 presso la COVIP

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LEGGE DI BILANCIO 2026: LE NOVITÀ PER LE IMPRESE NELLA GESTIONE DEL RAPPORTO TRA AZIENDA, DIPENDENTI E FONDO PENSIONE

Le novità previste dalla Legge di Bilancio 2026 introducono modifiche importanti per la previdenza complementare, con effetti sulle modalità di adesione, conferimento del TFR e contribuzione, nonché sulle prestazioni erogabili, e troveranno per lo più applicazione a partire dal 1°/7/2026.

È quindi particolarmente importante anche per le aziende aderenti averne una precisa contezza, al fine adeguarsi tempestivamente e soprattutto per poter gestire correttamente il TFR dei dipendenti che verranno assunti da tale data, ed evitare sanzioni.

Meccanismo del silenzio/assenso

La novità principale riguarda l’introduzione dell’adesione tacita ai fondi pensione, ma le modifiche toccano anche gli obblighi informativi aziendali e le soglie dimensionali per il versamento al Fondo Tesoreria INPS.

In particolare, come già era stato nel 2006 con la precedente riforma, è previsto un meccanismo di silenzio-assenso (adesione automatica) con le seguenti caratteristiche:

Destinatari: i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione aderiscono automaticamente alla previdenza complementare se non esprimono una scelta diversa entro 60 giorni dalla data di assunzione.

Anche per i lavoratori "riassunti" (ossia non di prima assunzione, come facilmente dovrebbe essere per Dirigenti e Quadri superiori) l'azienda deve verificare la scelta previdenziale compiuta in precedenza dal lavoratore tramite un'apposita dichiarazione. Se il lavoratore risulta già iscritto a un fondo, il datore di lavoro deve informarlo che ha 60 giorni per decidere a quale fondo conferire il TFR maturando; in difetto di indicazioni, si applica anche qui il meccanismo di adesione automatica.

Fondo di destinazione: in caso di mancata scelta, l'adesione opera verso la forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o dal CCNL di riferimento, PREVINDAPI nel caso di Dirigenti e Quadri superiori delle PMI (clicca qui per accedere al Contratto). Come indicazione generale della norma, in presenza di più fondi, rileva quello a cui ha aderito il maggior numero di lavoratori in azienda.

Cosa viene versato: l'adesione automatica comporta la devoluzione dell'intero TFR maturando e della contribuzione a carico sia del datore di lavoro (nel caso di PREVINDAPI il 5% per i Dirigenti e il 3,5% per i Quadri superiori, incluso dunque per entrambe le categorie la quota fissa dello 0,5% per gli iscritti contrattuali) che del lavoratore, nella misura definita dagli accordi contrattuali (nel caso di PREVINDAPI il 4% per i Dirigenti e il 3% per i Quadri superiori).

Tempistiche di versamento: il datore di lavoro deve iniziare a effettuare i versamenti dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni. Tuttavia, questi versamenti devono comprendere quanto dovuto fin dalla data di prima assunzione.

Obblighi documentali: l’azienda è tenuta a conservare la dichiarazione resa dal lavoratore e a rilasciargliene una copia.

I nuovi obblighi informativi per le aziende

Con le nuove regole previste dalla Legge di Bilancio, la tua azienda assume nuovamente, come era già stato nel 2006, un ruolo centrale nell'educazione previdenziale dei propri dipendenti.

Al momento dell'assunzione, infatti, come datore di lavoro, hai l'obbligo di fornire al lavoratore un'informativa dettagliata. Questa deve chiarire:

Gli accordi collettivi applicabili in tema di previdenza complementare (e formalmente anche degli altri enti di Welfare previsti nel CCNL quali Fasdapi, PMI Welfare Manager e Fondazione IDI).

Il funzionamento del meccanismo di adesione automatica.

La forma pensionistica complementare destinataria in caso di silenzio-assenso.

Le diverse opzioni di scelta disponibili e le relative tempistiche.

Fondo Tesoreria INPS: le nuove soglie dimensionali

La Legge di Bilancio interviene anche sui requisiti dimensionali delle aziende con riferimento al versamento al Fondo Tesoreria INPS della quota di TFR non destinata alla previdenza complementare.

La novità più rilevante riguarda la determinazione della dimensione aziendale, che verrà effettuato d’ora in poi di anno in anno, basandosi sulla media annua degli addetti dell'anno precedente. Si tratta di un significativo cambiamento rispetto al passato, quando l'obbligo impattava quasi esclusivamente sulle aziende che avevano superato la soglia dimensionale di 50 dipendenti nel corso del 2006.

A partire dal 1/7/2026 l'obbligo viene esteso dinamicamente anche a tutti quei datori di lavoro che raggiungono i requisiti dimensionali previsti nel corso del tempo.

Oltre al nuovo calcolo annuale, la Legge di Bilancio prevede un abbassamento progressivo delle soglie dimensionali degli addetti (Media annua anno precedente), che coinvolgerà un numero sempre maggiore di PMI:

Dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027 le Aziende con almeno 60 addetti

Dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2031 le Aziende con almeno 50 addetti

Dal 1° gennaio 2032 (a regime) le Aziende con almeno 40 addetti.

Portabilità del Contributo datoriale

La legge di Bilancio ha anche previsto che in caso l’aderente nel corso della propria vita lavorativa opti per scegliere un fondo pensione diverso da quello di iscrizione e previsto dal CCNL di riferimento (nel caso del CCNL dei Dirigenti e Quadri superiori delle PMI il PREVINDAPI), oltre al TFR e al contributo del lavoratore, possa essere trasferito al nuovo fondo anche il contributo datoriale ivi previsto.

La legge di conversione del DLgs 19/26 PNRR, ha previsto che la decorrenza della portabilità del contributo datoriale sarà dal 31/10/2026.

Le altre novità introdotte dalla Legge di Bilancio

Prestazioni

La legge modifica la disciplina delle prestazioni dei fondi pensione, sempre con decorrenza dal 1° luglio 2026 (salvo proroghe):

sale dal 50% al 60% il limite di montante liquidabile in forma di capitale;

si ampliano le tipologie di rendita opzionabili: oltre alla classica rendita vitalizia, si aggiungono ulteriori tre tipologie, non più vitalizie ma a durata predefinita.

Fiscalità

A decorrere dal periodo d’imposta 2026, la legge aumenta il limite annuale di deducibilità fiscale dei contributi versati al fondo pensione: il limite annuo passa a 5.300 euro (ferma la maggiore deducibilità per i neo occupati dal 2007). Due delle tre nuove tipologie di rendita sono tassate con l’agevolazione già in essere le attuali forme di rendita, mentre la terza – quella che consente di decidere il periodo di frazionamento, minimo cinque anni – viene tassata con l’aliquota a titolo d’imposta del 20%, riducibile in funzione dell’anzianità di iscrizione.

In questo contesto di novità con impatti sulle aziende, è opportuno comunque ricordare perché l'impresa comunque ha dei vantaggi nel versare il TFR nel fondo pensione: i vantaggi di PREVINDAPI per la tua PMI

Spesso gli imprenditori temono che l’adesione di un dipendente alla previdenza complementare rappresenti solo un costo extra o una complicazione burocratica. In realtà, se ti stai chiedendo se conviene all’azienda versare il TFR nel fondo pensione, la risposta è nei numeri.

Mantenere il TFR in azienda rappresenta oggi un onere finanziario sempre più pesante, soprattutto a causa dell’inflazione.

Versando il TFR in PREVINDAPI, il Fondo Pensione Complementare per i Dirigenti e Quadri Superiori delle PMI, costituito da CONFAPI e Federmanager nel lontano 1990, la tua impresa accede a specifiche misure compensative TFR e sgravi fiscali che trasformano un debito in una vera opportunità di risparmio. Ovviamente tutto ciò vale anche per i versamenti fatti al fondo dedicato agli altri dipendenti (operai e impiegati) dell’impresa: FONDAPI.

Il vero costo del TFR lasciato in azienda: la rivalutazione

Forse non tutti sanno che il TFR accantonato a bilancio non è un importo “congelato”. Il costo della rivalutazione del TFR in azienda è un onere spesso sottovalutato: la legge impone al datore di lavoro di rivalutarlo ogni anno applicando un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’inflazione ISTAT.

Negli anni di alta inflazione, questo meccanismo fa lievitare i costi aziendali. Destinando il TFR a PREVINDAPI, l’azienda si libera per sempre da questo obbligo e dal rischio inflazione.

TFR e fondo pensione: i vantaggi per l'azienda e le misure compensative

Vantaggi economici e fiscali

Esonero dal versamento al fondo di garanzia TFR INPS: Il Fondo di garanzia per il Trattamento di Fine Rapporto, gestito dall’INPS, interviene per pagare il TFR del lavoratore nel caso di dichiarazione di fallimento del datore di lavoro. Il Fondo di Garanzia INPS è alimentato da un contributo a carico dei datori di lavoro pari allo 0,20% della retribuzione imponibile dei propri dipendenti. Se il dipendente versa il TFR a PREVINDAPI, l’impresa non deve più versare all’INPS il contributo dello 0,20% della retribuzione imponibile. Un taglio netto e immediato sul costo del lavoro.

Maggiore deducibilità TFR nel fondo pensione (IRES): Il TFR destinato a PREVINDAPI gode di una base di deduzione maggiorata. La deducibilità sale al 4% del TFR annuo versato (per aziende sopra i 50 dipendenti) o al 6% (per PMI con meno di 50 dipendenti).

Riduzione oneri impropri TFR: L’azienda beneficia di un’ulteriore diminuzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri sociali pari allo 0,28% sull’ammontare del TFR conferito. Dal 2014 infatti opera una misura compensativa rivolta alla diminuzione del costo del lavoro ovvero la riduzione di quell’insieme di oneri gravanti sul lavoro dipendente destinati ad esempio al finanziamento degli interventi a sostegno delle indennità di disoccupazione, dell’indennità di malattia e maternità.

Deducibilità del contributo datoriale: essendo previsto dal CCNL, il contributo versato dall’azienda al fondo del dipendente è interamente deducibile dal reddito d’impresa e non è soggetto alla normale contribuzione previdenziale (sconta solo il contributo di solidarietà del 10% all’INPS).

L’Azienda ottimizza la gestione dei flussi di cassa prospettici: se hai meno di 50 dipendenti, l’azienda non corre il rischio di dover liquidare improvvisamente il lavoratore per l’uscita con esborsi improvvisi non pianificati.

Vantaggi organizzativi

PREVINDAPI è uno strumento contrattuale: in tutti gli Organismi di governo del Fondo (Consiglio di amministrazione e Assemblea) ci sono imprenditori in rappresentanza delle aziende che ne tutelano gli interessi.

Semplificazione amministrativa: l’azienda non deve più procedere ad accantonare il TFR, a calcolare annualmente la rivalutazione, a calcolare e versare annualmente l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione, a liquidare anticipi e saldi del TFR calcolando le imposte dovute, a compilare la certificazione unica (CU) in caso di erogazione e ad assistere l’ex dipendente quando l’agenzia, dopo 4 anni, riliquida il TFR.

Fondo di categoria: in Italia esistono decine e decine di fondi. Indirizzare i propri dipendenti verso il Fondo di categoria ti aiuterà nella gestione degli adempimenti contributivi. Se tutti i tuoi dipendenti sono iscritti al Fondo di categoria dei dirigenti e dei dipendenti dovrai compilare una sola distinta e fare un unico versamento.

Gestione dei premi di risultato a tassazione zero

Hai previsto un Premio di Produttività anche per i tuoi manager? Se il lavoratore sceglie di versare il suo premio in PREVINDAPI, l’importo non subisce alcuna tassazione (nemmeno l’imposta sostitutiva del 10%). L’esenzione è assoluta, massimizzando il valore del tuo investimento HR.

PREVINDAPI come strumento di retention e welfare aziendale del tuo management

Offrire un piano previdenziale solido non è solo una questione di bilancio. Incentivare l’adesione a PREVINDAPI (così come agli altri Enti del sistema bilaterale Confapi-Federmanager quali Fasdapi per l’assistenza sanitaria integrativa e assicurativa, Fondo PMI Welfare Manager per il sostegno al reddito per dirigenti e quadri superiori in servizio e involontariamente disoccupati, e Fondazione IDI per la formazione professionale) aiuta a:

Fidelizzare i talenti: Un’azienda che partecipa attivamente al futuro pensionistico dei propri dipendenti instaura un rapporto di fiducia profondo, riducendo il turnover.

Garantire efficienza amministrativa: Con il portale aziende di PREVINDAPI, la compilazione delle distinte è 100% digitale, riducendo a zero lo stress per l’ufficio paghe.

Migliorare il clima aziendale senza sforzo: Non devi essere tu a spiegare tecnicismi complessi al tuo personale. PREVINDAPI si può mettere a tua disposizione e affiancarti con programmi di educazione previdenziale pensati proprio per le aziende e i loro manager.

Attraverso webinar online o anche incontri in sede, spiegheremo al tuo personale manageriale come funziona il Fondo e perché aderire a PREVINDAPI è un’opportunità per il loro (e anche per i loro famigliari) futuro.